Gli italiani risparmiano più che mai per paura, ma investono senza diversificare

Un dato in apparenza contraddittorio racconta bene lo stato del risparmio in Italia nel 2026: da un lato la paura del rischio non è mai stata così alta, dall’altro chi decide comunque di investire lo fa spesso in modo poco accorto. È quanto emerge dall’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026, realizzata da Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi su un campione di 1.800 capifamiglia, presentata a Milano il 15 settembre.
Il quadro generale
Il 56% degli italiani intervistati è riuscito a mettere da parte una quota di reddito nel corso dell’anno, contro il 58% del 2025 — un leggero calo. In media, chi risparmia accantona circa l’ 11,9% del reddito disponibile . La motivazione prevalente resta precauzionale (il 62% del risparmio è descritto come “cautelativo”), mentre solo il 38% è legato a un obiettivo specifico.
L’avversione al rischio ai massimi storici
Il dato più significativo riguarda la propensione al rischio: l’indice calcolato dall’indagine ha raggiunto quota 33,6 nel 2026 , contro il 20,5 del 2025 e appena l’8,1 nel 2017 — un record nella serie storica. A pesare di più sono i più giovani (18-24 anni), il gruppo più diffidente in assoluto, segnato secondo i ricercatori dagli shock economici vissuti proprio negli anni della propria formazione.
Il paradosso della diversificazione
Ed è qui che i dati diventano più interessanti per chi sta effettivamente investendo: nonostante la cautela dichiarata, quasi il 72% di chi investe ha un portafoglio scarsamente o per nulla diversificato . Solo il 2,95% del campione presenta un livello di diversificazione alto. In altre parole, la paura del rischio non si traduce automaticamente in una gestione più prudente del capitale — spesso è vero il contrario: concentrare i risparmi in pochi strumenti (magari “sicuri” sulla carta, come un unico immobile o un solo conto deposito) espone a rischi diversi ma altrettanto concreti, legati proprio alla mancanza di diversificazione.
Tra le barriere dichiarate per non investire in azioni, prevalgono la paura di perdere il capitale ( 78,5% ) e la mancanza di esperienza ( 60,9% ).
Il mattone resta il rifugio preferito, ma un po’ meno
Quasi otto italiani su dieci vivono in una casa di proprietà, e il 66% considera ancora l’immobile un investimento sicuro — una convinzione che però si riduce per il secondo anno consecutivo.
Previdenza e protezione: ancora poco diffuse
Al di là degli investimenti in senso stretto, l’indagine segnala una copertura previdenziale e assicurativa ancora limitata: solo il 22% ha aderito alla previdenza integrativa, il 16,9% ha una copertura sanitaria, il 13,9% una tutela per la non autosufficienza (LTC).
E l’intelligenza artificiale nella gestione del risparmio?
Un focus specifico dell’edizione 2026 ha indagato il rapporto tra risparmiatori e tecnologia: l’ 87% degli intervistati diffida di una gestione del risparmio interamente automatizzata. Curiosamente, i risparmiatori definiti “analogici” nell’indagine risultano più presenti in fondi, gestioni ed ETF rispetto a quelli “digitali” — segno che la familiarità con la tecnologia non coincide necessariamente con una maggiore partecipazione ai mercati finanziari.
Cosa portarsi a casa da questi dati
Il messaggio più utile per chi sta gestendo i propri risparmi non è “bisogna rischiare di più” — la prudenza in sé non è un errore. Il punto è che prudenza e diversificazione non sono la stessa cosa : si può ridurre il rischio complessivo del proprio portafoglio distribuendo il capitale su strumenti diversi, invece di concentrarlo tutto in un’unica soluzione percepita come sicura (che sia un conto, un immobile o un singolo titolo).
Per capire come costruire un portafoglio più diversificato partendo da zero, vedi la nostra guida come iniziare a investire e, per chi ha già una somma da investire, l’approfondimento su PAC o versamento unico . Se invece stai valutando dove allocare la liquidità in base all’orizzonte temporale, trovi un quadro pratico nella nostra guida dove investire i soldi oggi .
Questo articolo ha finalità informativa generale e non costituisce consulenza di investimento personalizzata. I dati citati provengono dall’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026 di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi. Leggi anche la nostra metodologia.
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