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Economia

Michael Burry scommette contro l’AI: il caso Nebius e la bolla tech

Michael Burry punta al ribasso su Nebius, Micron e Oracle. Scopri perché l'investitore di 'The Big Short' teme una bolla sull'intelligenza artificiale.

Ultimo aggiornamento: Agosto 16, 2026

Il mercato dell’intelligenza artificiale continua a correre a ritmi vertiginosi, trainando gli indici globali e spingendo le valutazioni del comparto semiconduttori verso nuovi record storici. Tuttavia, all’apice dell’entusiasmo di Wall Street, c’è chi intravede crepe strutturali in questo rally imponente. Tra i critici più autorevoli spicca ancora una volta Michael Burry, il leggendario fondatore di Scion Asset Management reso celebre dal film The Big Short per aver previsto la crisi dei mutui subprime del 2008. Burry ha recentemente incrementato le proprie posizioni short su player chiave del settore, a partire dalla sorprendente ascesa di Nebius Group, estendendo la sua scommessa ribassista anche a colossi consolidati come Micron Technology e Oracle.

L’ascesa di Nebius e i dubbi di ‘The Big Short’

La parabola di Nebius Group rappresenta uno dei casi più emblematici dell’attuale febbre per l’infrastruttura AI. Nata dalla ristrutturazione delle attività internazionali di Yandex, la società si è rapidamente riposizionata come fornitore puro di infrastruttura cloud per l’AI e calcolo ad alte prestazioni, attirando massicci flussi di capitale speculativo e registrando impennate a tripla cifra sul listino. L’azienda ha annunciato investimenti miliardari per l’acquisizione di chip avanzati e la costruzione di data center di ultima generazione in Europa e negli Stati Uniti.

Per Michael Burry, tuttavia, la valutazione raggiunta da Nebius appare scollegata dai fondamentali effettivi. Il modello di business basato sul noleggio di capacità computazionale ad alta intensità di capitale comporta margini operativi vulnerabili e un’elevata dipendenza da pochi grandi clienti. L’apertura di cospicue posizioni ribassiste su questo titolo segnala la convinzione che le aspettative di crescita a lungo termine siano state eccessivamente gonfiate dalla speculazione a breve termine.

Micron e Oracle nel mirino: perché il pessimismo si allarga

La strategia ribassista di Scion Asset Management non si limita a Nebius, ma coinvolge l’intera filiera tecnologica legata all’ecosistema dei semiconduttori e del cloud computing. Nel mirino di Burry sono finite anche realtà storiche come Micron e Oracle, due pilastri fondamentali della catena di fornitura dell’hardware e dei servizi per l’intelligenza artificiale.

Nel caso di Micron, leader nella produzione di memorie DRAM e High-Bandwidth Memory (HBM) indispensabili per gli acceleratori grafici, il timore principale riguarda la ciclicità del settore dei chip. Storicamente, le fasi di forte espansione della capacità produttiva portano a un successivo eccesso di offerta con conseguente crollo dei prezzi medi di vendita. Per quanto riguarda Oracle, la preoccupazione investe la massiccia spesa in conto capitale (Capex) necessaria per competere contro giganti del calibro di Microsoft, Amazon e Google, a fronte di una monetizzazione dei servizi AI ancora tutta da dimostrare sul piano della redditività netta.

La sostenibilità economica dell’AI: Capex record e ritorni incerti

Al centro dell’analisi di Burry e di un numero crescente di analisti fondamentali vi è il grande interrogativo sul ritorno sugli investimenti (ROI) dell’intelligenza artificiale generativa. Centinaia di miliardi di dollari vengono riversati trimestralmente nell’acquisto di processori grafici e nell’adeguamento delle reti elettriche e dei data center, ma i ricavi generati dalle applicazioni software finali restano una frazione modesta rispetto ai costi sostenuti.

Il rischio della circolarità nei ricavi

Un elemento di forte allarme per gli scettici risiede nella cosiddetta circolarità finanziaria dell’ecosistema tech contemporaneo. Grandi fornitori di chip investono in startup di intelligenza artificiale, le quali a loro volta utilizzano quei fondi per acquistare hardware e capacità cloud dai medesimi investitori o da partner convenzionati. Questo meccanismo può generare una percezione distorta della reale domanda organica da parte del mercato enterprise e dei consumatori finali, gonfiando temporaneamente i bilanci societari.

Bolla speculativa o fisiologico consolidamento?

Mentre i sostenitori della rivoluzione tecnologica continuano a prevedere guadagni di produttività senza precedenti per l’economia globale, la mossa di Michael Burry accende un faro sui rischi di una correzione severa. Sebbene il tempismo delle sue previsioni possa talvolta anticipare eccessivamente i movimenti effettivi dei prezzi, la storia ha dimostrato che le sue analisi sui disequilibri finanziari meritano attenta considerazione.

Per gli investitori, l’allerta lanciata dal gestore di Scion suggerisce una maggiore prudenza: distinguere tra la reale innovazione industriale e l’esuberanza irrazionale dei multipli di borsa sarà il fattore determinante per navigare le prossime fasi del ciclo tecnologico.

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Luca Perrone
Scritto da

Luca Perrone

Redattore

Luca Perrone cura i contenuti di RisparmioSoldi.it dedicati a conti correnti, mutui, prestiti, carte di credito, assicurazioni e investimenti. Il suo lavoro consiste nel tradurre in linguaggio chiaro le informazioni tecniche di settore verificandole sempre con le fonti ufficiali prima della pubblicazione.